{"id":100,"date":"2026-02-02T14:49:49","date_gmt":"2026-02-02T14:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/renjournal.it\/?p=100"},"modified":"2026-02-04T10:07:22","modified_gmt":"2026-02-04T10:07:22","slug":"la-curiosita-per-insegnare-ed-imparare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/renjournal.it\/?p=100","title":{"rendered":"La curiosit\u00e0 per insegnare ed imparare.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La curiosit\u00e0 accompagna l\u2019esperienza umana fin dalle sue prime manifestazioni. La curiosit\u00e0 \u00e8 una dimensione fondamentale della nostra cognizione, gli esseri umani sono immensamente curiosi, eppure, la sua funzione biologica, i suoi meccanismi e le sue basi neurali sono ancora poco conosciuti (Cohanpour et al. 2024; Gola, 2026). \u00c8 una disposizione che orienta lo sguardo, le azioni, verso ci\u00f2 che non \u00e8 ancora noto, che sospinge oltre il gi\u00e0 conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Un fattore che ha ostacolato una comprensione della curiosit\u00e0 \u00e8 la mancanza di un\u2019unica definizione ampiamente accettata del termine stesso. Molte ricerche scientifiche, anche recenti e rilevanti sulla curiosit\u00e0, accentrano l\u2019attenzione su fenomeni distinti, quali ad esempio, l\u2019esplorazione, il desiderio, il piacere della scoperta, il gusto della ricerca (Kidd, Hayden, 2016; Gola, 2026). La curiosit\u00e0 non \u00e8 solo un atteggiamento spontaneo, rappresenta una vera e propria condizione di possibilit\u00e0 di accesso al mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dialogo interdisciplinare tra le scienze: pedagogia, psicologia e neuroscienze ad esempio, ha contribuito a rinnovare profondamente il modo di pensare i processi educativi. In questa prospettiva, la curiosit\u00e0 emerge come nodo concettuale che intreccia dimensioni cognitive, emotive, motivazionali e sociali. Non si apprende soltanto perch\u00e9 si deve, ma quando qualcosa attrae, interroga, sorprende. La curiosit\u00e0 si manifesta spesso attraverso lo stupore e la meraviglia. Lo stupore nasce dall\u2019incontro con ci\u00f2 che disattende le aspettative: un evento inatteso, una domanda senza risposta immediata, una discrepanza tra ci\u00f2 che si credeva di sapere e ci\u00f2 che improvvisamente appare problematico. In questa frattura si apre uno spazio di possibilit\u00e0 di comprensione del nuovo. La meraviglia possiede una qualit\u00e0 pi\u00f9 duratura e riflessiva. Non si esaurisce nel momento dell\u2019impatto con le novit\u00e0, invita a sostare, a contemplare, a interrogarsi. La meraviglia rappresenta una soglia: oltrepassarla significa accettare l\u2019incertezza come parte costitutiva del conoscere. Educare alla curiosit\u00e0 implica, dunque, creare contesti in cui stupore e meraviglia possano emergere senza essere immediatamente neutralizzati. La tendenza a fornire risposte rapide, a ridurre la complessit\u00e0 o a ricondurre ogni esperienza entro schemi (linguaggi e codici) prestabiliti rischia di spegnere la tensione conoscitiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Basi neuroscientifiche e circuiti neurali della curiosit\u00e0&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le neuroscienze hanno contribuito a chiarire come la curiosit\u00e0 sia strettamente connessa ai meccanismi dell\u2019apprendimento.&nbsp;&nbsp;Recenti ricerche condotte sui meccanismi neurali che generano la curiosit\u00e0 rilevano un legame diretto con gli stati percettivi-sensoriali a diversi livelli, l\u2019incertezza su un evento genera curiosit\u00e0 (Cohanpour et al. 2024). Gli input percettivi vengono trasformati in successive rappresentazioni neurali suscitando sentimenti di curiosit\u00e0, spiegando come e perch\u00e9 diventiamo curiosi di apprendere nuove conoscenze. Di fronte a una lacuna di conoscenza, il cervello \u00e8 spinto a cercare informazioni per ristabilire un equilibrio. Quando un individuo \u00e8 curioso, si attivano circuiti neurali legati alla motivazione e alla ricompensa, che favoriscono l\u2019attenzione, la memorizzazione e la rielaborazione delle informazioni. L\u2019attesa di una scoperta, come la soddisfazione derivante dalla comprensione, rafforzano una traccia mnestica e rendono l\u2019apprendimento pi\u00f9 stabile nel tempo. Questo processo non \u00e8 unicamente cognitivo, come si ipotizzava: \u00e8 accompagnato frequentemente da stati emotivi che possono essere vissuti come piacevoli o, al contrario, come frustranti. La differenza risiede spesso nel contesto, nel supporto educativo, nell\u2019interpretazione soggettiva degli stessi eventi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Progettare ed insegnare la curiosit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un approccio neuroeducativo invita a considerare la curiosit\u00e0 attraverso alcune categorie:&nbsp;<em>at- tenzione, esplorazione, intuizione, creativit\u00e0, curiosit\u00e0 epistemica<\/em>. come componenti caratterizzanti dell\u2019esperienza di imparare.&nbsp;&nbsp;La curiosit\u00e0 non \u00e8 un evento casuale: pu\u00f2 essere progettata, incoraggiata, sostenuta. Progettare per la curiosit\u00e0 significa introdurre elementi di sorpresa, senza generare disorientamento eccessivo, porre domande stimolanti, problemi autentici, accostarsi alle narrazioni, alle situazioni in grado di suscitare il pensiero, raccogliere gli impliciti come risorse. Un ambiente di apprendimento che riconosce e sostiene la curiosit\u00e0 aiuta gli alunni\/studenti a tollerare l\u2019incertezza, trasformandola in occasione di esplorazione. La curiosit\u00e0 diventa cos\u00ec un mediatore tra emozione e cognizione, tra motivazione e conoscenza. Una pedagogia attenta alla curiosit\u00e0 (Zuss, 2012) riconosce un valore formativo alle situazioni che richiedono adattamenti, esplorazione, creativit\u00e0.<br>Gli approcci neuroeducativi mostrano come la curiosit\u00e0, quanto le emozioni, i molteplici processi cognitivi, siano profondamente intrecciati al piacere di apprendere.&nbsp;&nbsp;<br>La curiosit\u00e0 ci spinge a imparare e a esplorare (Cohanpour&nbsp;<em>et al.<\/em>&nbsp;2024; Gola, 2026), agisce come una sorta di filtro che si pone sul mondo per aiutare la mente a decidere a quali stimoli prestare attenzione, \u00e8 una risposta a volte fisiologica, a volte cognitiva, che aiuta a guidare l\u2019azione e il processo decisionale a sostegno dell\u2019apprendimento (Bonawitz&nbsp;<em>et al.<\/em>, 2024; Gola, 2026).&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La curiosit\u00e0 accompagna l\u2019esperienza umana fin dalle sue prime manifestazioni. 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Neuroscienze e apprendimento (2026)."}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=100"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":115,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/100\/revisions\/115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=100"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/renjournal.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fppma_author&post=100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}